

A Rio de Janeiro,in Brasile, nel 1992, parteciparono 178 Nazioni al “vertice della Terra”, una conferenza internazionale organizzata dalle Nazioni Unite per affrontare i temi della tutela dell’ambiente e dello sviluppo. Tra i documenti approvati ,tutti molto importanti per il futuro del nostro Pianeta, la Convenzione sulla Diversità Biologica, un accordo internazionale che impegna i Governi a tutelare e conservare l’enorme patrimonio che abbiamo in comune e che fornisce a TUTTI cibo, riparo, medicine, salute fisica e mentale , occasioni di lavoro e di svago: la ricchezza della vita, ovvero, la “ Biodiversità”.
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Ma che cos’è esattamente la biodiversità? Una definizione ingannevolmente semplice afferma che rappresenta la “ varietà della vita sulla Terra”. In maniera più completa possiamo però dire che esistono tre livelli di biodiversità e tutti….molto affollati. |
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Il primo riguarda la diversità della SPECIE e include tutti gli organismi viventi,dal batterio invisibile alla grande balenottera azzurra , dal fungo microscopico alla quercia, dal piccolo scricciolo alla maestosa aquila reale. Secondo gli scienziati sono circa 1.750.000 le specie conosciute, ma si ha ragione di ritenere che il numero oscilli tra i 3 ed i 100 milioni! |
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Il secondo livello riguarda la diversità degli ECOSISTEMI, ovvero tutti gli ambienti dove vivono piante e animali : da una piccola pozza d’acqua ad un vasto tratto di mare ,da un prato d’erba e fiori ad un bosco di alberi maestosi. |
Il terzo livello, infine, riguarda la diversità GENETICA, ossia l’immenso patrimonio di geni ( le strutture microscopiche che contengono i caratteri ereditari di ogni organismo ) che rappresenta “ l’archivio generale” della vita sulla terra. Ognuno di questi livelli è importantissimo per la conservazione della biodiversità nel suo complesso ed esige di essere tutelato per garantire la nostra sopravvivenza.
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Per capire meglio, proviamo a paragonare l’immenso patrimonio della biodiversità ad una grande biblioteca. Ad ogni specie corrisponde un volume, ed ogni pagina del volume rappresenta una parte del suo patrimonio genetico, cioè un individuo. In seguito ad un incendio ( e l’esempio non è casuale) può accadere che gran parte dei volumi vengano distrutti, insieme agli scaffali che li contengono, ovvero,per restare nel paragone ,può capitare che scompaiano anche interi ambienti naturali , comprese le specie che essi ospitano. |
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Il valore e la sopravvivenza complessiva della biblioteca, ossia della biodiversità, potranno essere assicurati e garantiti solo se i singoli volumi non perderanno un numero troppo grande (ovvero di informazioni genetiche riguardanti i singoli individui) continuando cosi ad essere leggibili , e se un numero sufficientemente alto di scaffali e di libri , ossia di ecosistemi e di specie, riusciranno a rimanere intatti e sopravvivere.
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Si tratta di verità scientificamente inoppugnabili : ma come è possibile ,però, rendere più vicino e comprensibile a tutti un tema di tale portata? |
Le critiche indignate alla distruzione delle foreste pluviali o ai danni inferti alle barriere coralline sono certamente condivisili, ma può sembrare , ad un ‘analisi superficiale, che riguardino un “altrove” troppo lontano per essere davvero coinvolgente.
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E’ importante , quindi, far comprendere ai giovani che il problema della biodiversità si esprime con tutta la sua forza anche nella nostra vita quotidiana : nel numero e nella diversità delle conchiglie raccolte sulla spiaggia, nella ricchezza di erbe e fiori di un prato spontaneo, nella varietà dei cibi che compaiono sulla nostra tavola. |
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Ed è proprio dal “ piccolo esempio” dei cibi che portiamo a tavola ( ma potremo fare lo stesso per le medicine che compriamo in farmacia), che vogliamo trarre spunto per dimostrare che la biodiversità è importante, che ci riguarda da vicino e che ognuno di noi con le sue attività e con le sue scelte – anche alimentari- può dare il suo contributo per arricchire (o impoverire) la biodiversità complessiva. |