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DIVERSITÀ GENETICA

Gatti neri, farfalle e bambini


Conservare la biodiversità, in una visione più ampia, non significa soltanto proteggere dall’estinzione la grande ricchezza di specie vegetali ed animali presenti sulla Terra.

E’ fondamentale  anche prendere in considerazione tutte le piccole differenze che rendono diversi gli uni dagli altri gli individui dello stesso gruppo e che sono espressione  della diversità complessiva dei geni (pool genico ) esistente in quella popolazione.

Falena (ridotta)

 

Le piccole differenze fra individui, apparentemente poco significative sono,invece, molto importanti, perché proprio su di esse si fonda la possibilità della specie di far fronte ad eventuali bruschi cambiamenti delle condizioni ambientali.

Un esempio interessante e poco noto ci viene dai…..gatti neri. Considerate  le stupide e crudeli superstizioni che hanno reso difficile per secoli la vita di queste bellissime creature: c’è da meravigliarsi che ce ne siano  ancora un certo  numero  in circolazione! Per fortuna, però, anche nei periodi più bui sono esistite persone che apprezzavano particolarmente i gatti neri. Si tratta precisamente dei marinai, che li imbarcavano volentieri sui loro velieri perché  il colore scuro si mimetizzava con il buio della stiva e li rendeva invisibili e micidiali per i topi, tanto insidiosi per il carico di granaglie e per il cordame delle imbarcazioni.

Gatto nero

Fra  le mille sfumature del pelo dei gatti, i “geni per il pelo nero” presentavano, in questa particolare situazione qualche vantaggio e, quindi, sono stati conservati, insieme, naturalmente, agli animali che ne erano portatori. Un altro caso, questo davvero esemplare, si è verificato  a proposito di alcune farfalle ( Biston betularia)  che vivono abitualmente sulla corteccia delle betulle.

Siamo in Inghilterra, all’epoca della Rivoluzione Industriale; i tronchi chiari delle betulle che avevano formato fino a quel momento lo sfondo mimetico ideale per le farfalle di colore chiaro, cominciano progressivamente ad annerirsi, a causa dei fiumi industriali. E’ in questa circostanza che la diversità di alcune farfalle che hanno le ali di colore più scuro,si rivela vantaggiosa; sono queste ultime, infatti, ad essere meno visibili sui tronchi anneriti e a sfuggire più facilmente ai predatori.

Le farfalle chiare, quindi, hanno la peggio, ma la popolazione, nel suo complesso sopravvive.

Per fortuna nella popolazione di farfalle scure è rimasto qualche individuo diverso dagli altri, con le ali più chiare, che si trova, in questa circostanza ad essere avvantaggiato, permettendo alla popolazione  di riacquistare il suo equilibrio numerico.

Qualche volta, però, la natura si concede un esperimento di controllo, proprio come farebbe un ricercatore molto accurato. Avviene così che le fabbriche di quella zona adottino i depuratori per i gas inquinanti e i tronchi delle betulle ritornino ad essere quasi bianchi.

Farfalla

Proviamo a riflettere su questo episodio, tanto famoso quanto significativo.

Chiediamoci: qual è stato il ruolo della variabilità all’interno della popolazione delle farfalle e quale il ruolo del cambiamento avvenuto dell’ambiente esterno?


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